Dedicata a Giovanna Menegazzi morta il 21 Gennaio 2015
Prendere il computer e piangere
piangere e non riuscire a prendere il computer
immaginarti e scrivere di te a singhiozzi
perché il tempo del dolore scrosciante
brucia come una fosca primavera
mentre la tua figura e il tuo sorriso
scorrono scompaiono stridono
come le ruote del treno verso il Vesuvio
come la pioggia che strepita sulla laguna
più delle lacrime e delle parole
che si spengono e svaporano sui vetri
dell’ospedale tra le cure ignote
dentro un pozzo senza fine
nel dimagrire dei giorni
di una corsa sempre più breve
hai conosciuto la sapienza dei legni
la varietà degli alberi fatti vita
sculture cariatidi e decori
i profumi di essenze antiche
ora sei tu radice incenerita
adesso a noi cari amici
serve ancora la tua vita che ci porti
e ci accompagni nei giorni a venire
con la forza della sua determinazione
sangue che vive nel fondo dei nostri cuori
resta una incredula mestizia
che si rovescia negli spazi di cielo
disgelati dal cinema da te tanto amato
mentre il vento disegna il tuo volto
nella burrasca nera dei tuoi capelli
vogliamo ricordarti così Giovanna
nel tuo troppo rapido viaggio
come quanto di più caro abbiamo avuto
il sogno spezzato dal grido delle cornacchie
e l’intuizione lucida dei tuoi giudizi
adesso restano solo i singhiozzi
che si fanno neri come questi versi
e piangiamo insieme il fiore che eri
corriamo al vento sul vaporetto
che porta il legno del cristo morto
e dalla nostra barca che si azzuffa
sugli argini e il litorale inquieti
vedremo la falce della tua luna
che si riflette nell’onda della notte
così il tuo amore sarà sempre con noi
ora riposa in pace