Basta un’ala per volare
o ne servono due?
Un’ala per volare indietro
un’altra per volare avanti
due ali per andare lontano
tre ali per viaggiare con magia
quattro per librarsi con la poesia
Ora lascia a terra la nostalgia
volgi in allegria la malinconia
le batterie ricarica d’energia
per dissipare il grigiore e lo scuro
con la pena e l’intima allergia
di chi ha vissuto un secolo nero
in frenetiche ore di inganni e guerra
di caccia al tesoro perso nei flutti
con la rugiada sopra i camposanti
e gli orti sparsi di veleni e mine
tra paludi distruzioni spade e lutti
Torna in aula alla lavagna ragazzo
dove noi abbiamo imparato a sognare
dove bastava un’ala per volare
ed è quello che serve per andare
oltre il tempo che passa e va lontano!
A me piace la parola lontano
può essere il passato o il futuro …
anche se vicino il vivere è duro
Nell’oriente si celebra una festa
il settimo giorno del settimo mese lunare
quando le stelle si innamorano
delle vermiglie foglie cadenti
trasportate dal vento tra le fronde
barchette su onde di prati dorati
estive rime dei giorni passati
Sono la mia lampada di Aladino
le grandi e piccole foglie còlte
dall’albero di fico che fa da vela
ai fiochi raggi del sole calante
poi le sfrego una ad una lentamente
così vedo aprirsi la porta del sogno
nel cielo ormai sgombro di veli
per assaporare il miele della sera
i chicchi succosi dell’uva bianca
una mela rossa le castagne secche
e qualche gentile prugna violacea
i cachi d’arancio fosforescente
frutti che ci dona l’autunno
con torta di banane e cioccolato
e il rossore del primo amore
Ma altrove la pioggia ci travolge
con nefasti fiumi d’asfalto in piena
o il cupo ronzio di missili e droni
che reca morte e tutto sconvolge
Poi dal sol levante rapidamente
la conchiglia della notte giunge
e nel lenzuolo stellato ci avvolge
o nel freddo giaciglio abbandonato
di chi tutto ha perso e non ha più nulla
non un’ala per provare a volare
non del pane nero da divorare
tanto meno qualcosa per scaldarsi
non un sorriso dalle rovine arso
né la bianca farfalla con quattro ali
moribonda sul muro della scuola
mentre stava tentando di salvarsi
aggrappata a manifesti strappati
che pressano tutti per fare acquisti
come se ci fosse il re di denari
nelle carte sgualcite con cui giocano
dei laceri bambini sulla strada
e aguzzano l’ingegno per un po’ di biada
perché un’ala – da sola – proprio non basta
mentre uno stormo migra e ci sovrasta
non ferito o clippato su ali e cresta
volando libero nel cielo a festa