Dove sei uomo in questo gelido
infelice Natale di guerre senza fine?
A eliminare il giudizio
A censurare giornali
A indirizzare le veline
A socializzare le bugie
A rendere credibili i crimini
A bruciare le tipografie
A sabotare le notizie
A cancellare le tracce
A deportare i naufraghi
A pilotare un drone
A schiacciare i moscerini
A spianare il deserto
A nascondere vittime e sfacelo
Soldato dove ti sei cacciato?
Sai imbracciare armi supreme
Uccidere e distruggere
Sai colpire con precisione:
Il fuoco che cuoce una pita
La tenda dei profughi in fuga
I miserevoli materassi
Frugati tra le macerie
Bagnate dal sangue putrescente
Sai colpire scuole e ospedali
Nel fetore di carne bruciata
E di feriti senza speranza
Dispersi tra morti a brandelli
Dove mancano cure e medicine
Con infermieri e medici
Ammutoliti e terrorizzati
Dalle testuggini d’acciaio
Dalle corazze dei centurioni
Da invisibili avvoltoi in cielo
Silenziose aquile rapaci
Pronte a voli radenti
Armi teleguidate dalle stelle
In comode sale di videogame
Che giocano alla guerra
Nel chiarore della notte
Dall’altra faccia della luna
Non sei là dove è sepolta la memoria
Là dove sono interrati gli ulivi
La baracca una rosa una lamiera
Il melograno avvolto nella polvere
Là dove cresce solo la cenere
Nell’orda di generali insensati
Con granate intelligenti
Fucili e lanciarazzi eterodiretti
Missili più precisi dei coltelli
Blindati truccati da Attila
Per inaridire la terra già sasso
E ridurre in poltiglia i crocicchi
Per fare strage degli innocenti
Il tuo primo comandamento è la vendetta
Uomo bestiale che hai fatto a pezzi
La pietra del non uccidere
Chi potrà sopravvivere?
Hai rovesciato la tua storia
Ma non sei un mostro
Sei come allora un uomo comune
Nell’ordinarietà del dovere
E del tuo ordine superiore
Per la legge della sicurezza
La normalità del sopprimere vite
Assetate affamate ammalate
Grappoli di acini rinsecchiti
La donna che doveva partorire
È scomparsa sotto le bombe
Sotto la tettoia della grotta
Che l’angelo non ha protetto
Che il falegname ha abbandonato
Svanito nel fumo della battaglia
La vedova ha partorito
Chi non sopravviverà
Che grande non diverrà
E se mai ci riuscirà
Avrà negli occhi la morte
Sete di vendetta contro Caino
Sognando il tempo che va
Mentre c’è chi si abbronza
Chi nel mare affonda
Chi muore sotto le bombe
Chi corre sulle spiagge
Chi scia su nevi immacolate
Chi senza limiti viaggia
Chi è stretto e imbavagliato
Chi è solo dietro le sbarre
Chi dorme in poveri giacigli
Chi cerca un pezzo di pane
Chi ruba un pugno di farina
Chi per un’arancia fa a botte
Chi litiga per l’acqua marcia
Tra cadaveri e mosche
Nel fango e nell’aria fetida
Nel puzzo acre di morte
Nelle greggi impazzite
Nel tuono e nel ronzio mortale
Nella strage degli innocenti
Nel paese che si dilata
Nel piombo cieco e sanguinante
Dove le sirene suonano a morte
Tarda il volo un piccione
Incapace di seguirti in cielo
Lenta la primavera rinascerà
Affaticata dal clima pesante
Qui dove più non cresce la memoria
Un altro natale sarà passato
Invano