Per i minatori resi sordi dallo scoppio delle mine
che più non sentiranno la voce dei loro cari
il canto degli uccelli e delle osterie
per quelli sepolti nella terra del silenzio
a pregare che non zittisca la lotta per i diritti
ma assordi le orecchie dei potenti
volano gli uccelli delle fughe di gas
nel mondo disperato da mani di pietra ricamato
fatto armonioso dai cantori di operai e migranti
all’unisono cantino nell’infinità della storia