Sono apparsi i cinghiali sul monte
e scendono grugnosi a valle
affamati ispidi e possenti
tutto ribaltano e rodono
cacciano funghi e germogli
e scavano la terra
I castagneti tremano
i pascoli hanno zolle e buche
non cresce più erba
Le guardie e il paese
sono in allarme
Anche il tricolore del piccolo municipio
non sventola più e ha radici rose
Altri oltre i monti razziano
assalgono e uccidono
Insuperabili rivali colmi di fede
In nome di Dio del popolo e della razza
Non sono cinghiali
Usano bombe e cannoni croci e bandiere
Lasciano polvere e dolore
Meglio stare coi cinghiali
a sollevare la terra
e mordere le radici dei cannibali
tra i pini selvatici
sfidando le canne lucide d’olio dei cacciatori
e il fiuto di segugi famelici
meglio lasciare la civiltà di croci infuocate
e videocamere puntate
su altre vicende metropolitane
Non importa se un colpo di fucile
abbatterà secco l’animale
L’inverno spegnerà i fuochi
le stelle offriranno pietà
la terra un giaciglio di pace
e il mare un guscio di perla
Tutto è meglio della cattività