Lampioni intelligenti recitano poesie
nel rosario del traffico
incartato dalla nebbia
e da troppi snodi e strade
che fanno sgranare gli occhi
come civette nel buio assonnato
o sbattere i piedi
e chiudere le palpebre
al palpito delle lucciole di natale
che neanche i chicchi di neve sanno sciogliere
se non vedi una stella in cielo
o sui muri a dare speranza agli operai
ai precari di una corsa trafelata
destinata a farci tutti piccoli robot imbecilli
alla sequela di steli alti e colti
connessi al ciclo di lampade della modernità
come terminali tastiere e mani mosse da altri cervelli