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Poesie di ribes

PREVIDENZA

Il demone di Giano

Di giallo vestito come la sapienza del denaro
Giano schizofrenico offre la sua testa binaria
all’animale selvatico e all’uomo tecnologico
tra un ghiro che rosicchia
l’albero del ciliegio contadino
e un compasso che non traccia più
cerchi di gesso ma frattali random
che luccicano nella galassia
di pianeti e stelle declinati a oriente
per raccogliere i doni del cielo
e tentare di proteggersi dai raggi del sole
dall’impeto dei venti indomabili
e dalle piogge battenti

Sa la Pizia che per leggere il futuro
il passato bisogna conoscere
oracolo dell’esperienza di Delfi
la prudenza della serpe provvede
a raggiungere la capacità di pre-vedere
mentre le cose a venire muoiono con le foglie
di un autunno nuovamente amaro
con le stagioni di una curiosità morbosa
di chi occhieggia al presente giudica
e digita volgarità sulla tastiera del destino
parole che non cadono smarrite nel vuoto
ma vivono il tempo dell’odio dei perditempo
che inseguono l’onda del senso unico

La scienza è un viatico nella previsione
ma non tutela dagli effetti della natura
dà regole metodi disposizioni
detta i tempi del sapere
e del nostro comunicare
inventa gli accidenti di chi sa come
profilare e fregare la nostra anima
portarsela nel cielo del business
per individuare un giudizio locale e universale
un pensiero discreto che vibra
a prevedere il meteo e i tempi che mutano
nel futuro incerto di storie che tornano
a spendere il guadagno di giorni effimeri

di noi sempre più alienati anonimi soli