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Poesie di ribes

IL TEMPO SCIVOLA

Silenzioso scivola il tempo sulle cime dei monti
fra l’erba luccicante e la distesa del Sebino
scende a riposare nel nido lacustre con le stagioni
che scorrono svelte e affonda nella terra
il freddo della fatica dell’inverno e dell’uomo
mentre dalla tartaruga di Montisola
alla cupola del Giolem vagano piccole nubi bianche

come le pietre romite di san Defendente che veglia
il sonno e le tempeste quando la pioggia lustra
i boschi i prati i tetti e la cattedrale del Trentapassi
quando la neve è sciolta e le voci risuonano
quando i fiori tornano a rivestire i cespugli
con le rondini cinguettanti alla brezza del lago
e i giardini si tingono di rosa tra le voglie degli oliveti
preludio a propizi raccolti di rumore spogli

La collina canta il sole che l’abbraccia da mane a sera
sul dolce pendio della sella di Solto
così i venti e le nuvole la cavalcano con giochi d’aquiloni
felici dell’ora che viene e che va
delle piante e dei pianti del bimbo che ancora non sa
delle piccole grandi ferite della terra umida e secca
protetta dalla Torre secolare dei Foresti
tra le vie strette della storia oltre la Mecca

Nel cortile nessuno attinge più al pozzo antico
profondo e nero come l’oro di questo
tempo frenetico come l’oscuro dei sogni
e delle nostre pene varco alle viscere della terra
per cercare l’origine e l’argine del mondo
di noi e delle nostre passioni inquiete
che si disfano dell’immenso dono natale
di una collina che fatica a ritrovare la stella smarrita

E il tempo scivola matura e marcisce tra le foglie secche
del cimitero bianco sfugge via come i nostri anni rotti
finché dal cemento dell’inverno rispunti il sole di Solto
e torni la luna bianca a specchiarsi nel pozzo
sospesa nel mistero dei cavalieri della notte
per godere il tacito riflesso nel golfo d’ardesia
e la rosa del tempo oltre la soglia serena