Dedicata a Ruth Domino Tassoni
Poche parole parallele
si nutrono di dolori e morti
trafitte dalle schegge di legno
del cimitero vegliato da sfingi grige
desolato ai piedi della città vecchia
accerchiata da mura torri e porte chiuse
sulla collina del cinguettio dei sopravvissuti
Parole impietrite al transito della frontiera
nel fumo dei comignoli oltre il confine
attraversato nei treni freddi del terrore
oppure a piedi nella terra di nessuno
del secolo greve senza una meta
verso cui indirizzare i sogni
di un destino avverso
nel perenne peregrinare
dei tatuati dall’orrore
indicibile
Parole di profughi in cammino
nel sogno del viaggio apolide
delle brigate internazionali
Verso dove?
verso la patria del mondo
senza patrie