Sei tornato al tuo nido
come il nibbio stanco
dopo un lungo volo
senza gli avvoltoi intorno
a straziare le carni fredde
alla fame ed al ghiaccio
Un colpo di fucile senti?
Poi il silenzio della steppa
gli aghi degli stivali gelati
Ora cammini leggero
e lasci i passi smarriti
del branco lontano
per ritrovare i fratelli
sepolti sotto la neve
nell’abbraccio del bosco
tuo silente amico
Un grido di te resta
nel giglio che muore
sotto la scavatrice