A chi sega le panchine nei parchi della città
ricordo che il sedere non è un diritto
ma una necessità
ricordo che il riposo all’ombra di un albero
è stato benedetto dal dio della bibbia
ricordo l’asse inciso di sangue
nella cella della prigione
ricordo che la rabbia dei poveri
non ha confini ma limiti
ricordo la panchina barocca del Salento
avvolta nel bianco nitore di cielo e mare
ricordo che quella panchina
è rivolta al muro dei necrologi
un giorno ci sarà anche il tuo necrologio
affisso al muro bianco
e la tua condanna
sarà decisa dal dio della domenica
del sabato o del venerdì
il dio antico e perenne del riposo
e della birra
non dormirai più
ma resterai in piedi sveglio
per l’eternità