Mentre la gatta pattuglia la piazza
ed ebbro di vita notturna un motore schiamazza
bruciano gli ultimi fasci di schede della polizia politica
e di bocca in bocca corre la sospirata parola
pronunciata per la prima volta
così la ragazza seppellisce la battaglia
andando incontro all’amore di carne
e non di carta
La memoria cuce un ennesimo bottone
sul panciotto all’ordito della storia
Nessuno ha più bisogno di tessere e lasciapassare
non scatta l’incubo della sirena al rombo nel cielo
e la notte non fa più paura
anche se altri fuochi si accendono
non sulla collina dei falò ma su schermi vitrei
Passeranno gli anni passeranno i secoli
figlio mio appunta sul petto la tua stella di Davide
e conserva immortale il fiore d’aprile
altrimenti fanne fiorire di nuovi
nella fosca notte del mondo
e prega che donne beate sempre càntino
Ma non ci sarà canto
se l’uomo dimenticherà
i martiri della resistenza
e il sangue dei lagher
Non ci sarà canto
se l’uomo non mozzerà gli artigli
alla bestia che ancora azzanna la vita
No non ci sarà canto
senza le antiche tre sacre parole
libertà egualità fraternità