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Poesie di ribes

SERA D’INVERNO A LOVERE

Sul Sebino la piazza si distende
nel luccichio d’auto come strana collana di perle
che disegna l’asfalto di trame e ostacoli
ai pochi passanti infreddoliti e imbacuccati

Sospese a mezz’aria le mele dei lampioni
rischiarano il piazzale di rotondi visi gialli
che sembra d’essere lungo la Senna
o nel boulevard arabo ritmato da danze

Un gruppetto di ragazzi rompe di schiamazzi l’ora
vegliata dall’antica meridiana sotto il tetto
calma e severa che ha visto guerre e pestilenze 
Sciamano lucciole minuscole in lontananza
dall’una all’altra riva nell’insenatura di Pisogne

Non pare vero d’essere tornati uomini vivi
dopo l’abbandono il letargo e la fatica del giorno
grazie al dio Cronos dai lunghi capelli

Anche il camminare soli tra i tavolini del bar
e le sedie vuote intrecciate d’azzurro
che ci stringono di nostalgia
è canto all’assenza e al desiderio di te
luna che regali lacrime e meraviglia
per questo orizzonte paesano e sovrumano
lontana creatura eppure così vicina

La bici riposa nel vicolo
poggiata all’uscio del sogno
sulla soglia della luna che bacio lieve
mio cibo nella notte stellata