Il terremoto ha scosso la terra
ficcato chiodi spade e lance
sparato proiettili spine di dolore
una fitta pioggia di lacrime e sangue
sui sogni infranti di una generazione
quale è la ragione
quale è il sentimento
quale è l’impulso
quale è l’idea o la religione
che vive nel cuore tellurico della terra
e guida a fabbricare ordigni di distruzione
volatili e balene testuggini e ghepardi
per assaltare le città turrite
gli eserciti di ragazzi festanti
i bambini ora agonizzanti?
i papaveri rossi piangono e noi piangiamo
i giovani innocenti e le vittime dell’odio
i bambini che non potranno sognare
le migliaia di semplici che dormono
tra le macerie del dio che strappa il cuore
basta con questo strazio senza senso
basta con questa irrisolta e crudele guerra
occorre fare posto ai fiori e alle farfalle
si può imparare a ricucire il tessuto
senza usare le forbici e i coltelli
ma con lo sguardo puro degli elfi
che vivono l’agorà senza polemos
senza insulti e brutalità come agape
coltivando l’orto piantando rose
perché da un seme velenoso non nasce che morte