L’ospedale luna park
Il prato dolce verso la collina di Città Alta
è scomparso nel catino della palude che un tempo era
una marcita fruttifera bagnata del sudore dei contadini
curvi sui campi luccicanti di falci e gerle d’oro
ora grandi luci al neon in corridoi infiniti e piccole stanze
con pareti bianche e porte invisibili in cui il verde
è quello di camici e divise altre da quelle mediche
di un tempo che pure facevano danni ai malati senza speranza
ora le muffe salgono dalla terra e soffocano le radici del cuore
tanto le auto continuano la corsa e i vermi infettano i computer
la carne si esibisce nella vitrea macelleria mediatica
e i bonzi mostrano abbronzature dorate ai miserabili
che stanno morendo l’ultima stagione dei terminali senza fili