dedicata a Roberto Roversi
Che l’incrocio attraversi
senza trovare avversari
né avversità o avversioni
prima del capoverso
e possa commuoverti
in questi versi controversi
per conversare insieme
senza intento di conversione
Che riesca a dissolversi
lasciando ai mitomani descriversi
a noi diseredati naufraghi e diversi
il sogno che trasforma e diversifica
come la lirica diversione
che si alimenta nella diversità
e nel gioco dei diversivi
per doversi immaginare
in luoghi impervi ed estroversi
in cui esplodono eversioni
dei soliti giovani eversivi
Sempre loro candidi a imbeversi
per mutare il mondo ed evolversi
nel secolo greve in cui imperversi
la depressione di ragazzi introversi
intrappolati da funerali inversi
sottoposti a tecniche ricorsive
in cui le rette non possono iscriversi
fra questi ingenui malversi
per un perenne agitarsi
intorno a orizzonti confusi e perversi
e sulla barca soli ritrovarsi
nell’amaro tempo irreversibile
Nessuno può riaversi
nessuno può muoversi
e neppure risolversi
a cercare semi nella zolla arsa
fiori calpestati e arbusti riversi
nel campo distrutto da barbari sparsi
bisogna ancora scriversi versi
e con forza di servi smuoversi
non violenti né indifferenti
per dare vita a nuove sovversioni
in cui tornino canti sovversivi
a scuotere della terra i lamenti
Che il cuore si rianimi e amore sversi
a detergere le lacrime dei sommersi
di profughi e migranti persi in traversie
di vite impotenti mentre tergiversi
e i crateri dei mari non traversi
avvolto in questa università di merci
in cui siamo comodamente immersi
nell’onda smarrita di troppe versioni
come le stelle nel cielo a sprofondarsi
delle mille e una notte i versi
siano carezza a feriti e dispersi