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Poesie di ribes

L’ALBERO E LA NUVOLA

L’albero e la nuvola
una fiaba d’amore
che vola nel cielo
su tetti rossi e prati ingialliti
per testimoni le cime dei monti
in cravatta e doppiopetto nero
lo specchio blu del Sebino
e i miei occhi attoniti
e i tuoi occhi stupiti

Ma il cuore è affranto
trepidante e ferito
per la guerra orrenda
nelle terre di sangue
battute da gelidi venti
da razzi e scoppi di bombe
terre del genocidio già note
come teatro dell’orribile
e adesso affatto incredibile

Agli angeli la buona novella
dell’albero e della nuvola
la ragnatela invisibile della pace
vibrante nei voli della favola
che ora tarda sulla tavola
e sopra paesi imbiancati tace
tra le ombre sempre più nere
nel vespro di tante preghiere
dove torna crudele il rapace

L’albero secca e si fa cenere
bruciano grattacieli e case
fuggono famiglie e muoiono figli
senza pietà per i raminghi
esuli in terra di frontiera
la nuvola si è fatta gigante
come i monti più aguzzi e nera
e noi siamo di nuovo sorpresi
freddi baccalà al cappio appesi

Terra di vulcani prigioniera
in cui muore la speranza di pace
sull’altare di profitto e armi
come candele accese senza pietà
ad annientare la bellezza
e conquistare un palmo di creato
che esplode come cosa normale
per gli innocenti pena capitale
su macerie e rovine un carrarmato

Chi usa parole insensate di guerra
chi vomita fuoco con la tranquillità
del fumatore seduto in poltrona
nella suite di monitor e media
a coordinare la regia di attacchi
che devastano e si fanno tragedia
e trafiggono l’angelo della pace
con le bombe celesti del demone malato
parto di una mente ottusa e vorace

Come potrà mai tornare la fiaba bella
dell’albero che ama la nuvola o una stella?
Come potrà la nuvola piegarsi a baciare
un ramo intirizzito che non sa più amare?

Si sta come d’inverno alberi senza foglie