Nel cortile è nato un bel girasole
spuntato sul balcone del mio vicino
giallo e verde come i colori dell’Africa
che fa capolino dalla finestra del marocchino
che abita lassù all’ultimo piano della scala
sua moglie è ricoverata in ospedale
colpita da una malattia misteriosa
che i medici non sanno diagnosticare
Ma il fiore ha danzato nel temporale
e il responso dello stregone è stato lapidario
si tratta di un male nuovo
il male del benessere
e dello stress occidentale
il male del cellulare
che trasforma la vita in un vegetale
in una prigione mobile
che il cervello avvolge di ragnatele
e per guarire occorre quiete e solleone
Al buio il girasole si è afflosciato
soltanto nel sole è rinato
così anche la signora è guarita
esposta alla fotosintesi solare
alla calma del tempo senza ore
e di ore senza lancette
È bastato il girasole per sapere
che il mondo cammina
che il giorno abbraccia la notte
che l’alba ti è vicina
che occorre gettare il cellulare
fermare l’orologio
e al vento lanciare i semi
per cogliere pazienti
i petali gialli della creazione