Sguazzava nello stagno un esile cigno
e danzava al cielo con grande impegno
armoniose ali apriva con ingegno
limpido e misterioso in uno scrigno
Ma un re arcigno con un ghigno maligno
scoprì il gioco del cigno ballerino
lo minacciò con furor malandrino
e gridò “Che ci fai tu nel mio regno?”
Celato il cigno da un grande macigno
pianse sì triste che pareva un frigno
ma i sudditi con più nobile impegno
lo pregarono di opporsi al re indegno
Il cigno allora fissò il re arcigno
con occhio benigno assai cristallino
che il re tinse di un bel verde marino
e mutò il regno nel parco del cigno