Profluvio di parole e immagini
senza pausa dalla tivù
all’alba come a notte
Perché non ci lasciate in pace?
Notizie già morte prima d’essere
preziose solo al primo fresco
dentro il monocolo d’Europa
terra sfatta e spremuta ghiaia
Dalla Cina formiche in cantiere
con lampade notturne
Dal Brasile bambini sul selciato
cartocci in balia di cani affamati
Serve alzarsi uscire
lanciare mosche al torrente
cercare funghi sull’alpe
viaggiare oltre il piano
di là del mare
sulle orme di Marco Polo
L’Asia chiede l’inchino
con la cautela del passo al piede
che non calza scarpe altrui
Passerà avanti e noi neanche vedremo
piegati sulle nostre bare in beghe
d’insetti destinati a sparire
nel vuoto buco
Altrove petali volano sulla strada
strappati per gioco e colore
Spegnete per favore la tivù
Raccogliamo i fiori divelti
e coltiviamo il geranio dei prati