Senza di te alzarsi è come morire
Senza di te il canto si spegne in gola
Senza di te sognare è un incubo
Senza di te vivere è fatica e pena
Sei la croce il mistero e la fede
Sei l’infinito e la perfezione
Sei tutto l’ordine e il caos
Sei la dolcezza e il perdóno
Eppure vorrei che tu fossi qui
In questa corsia d’ospedale
Giusto per vedere la tua misericordia
Sul viso del bimbo che giace
La tua giustizia nella pancia gonfia
Dei senzavolto e senzanome
La tua pace nei bombardieri
con le sottili ogive radioattive
Così nella mia notte ti fai buio misterioso
Eppure ti prego e ho bisogno di te
Non sei infinito né onnipotente
Chi sei?
Sei la bolla di sapone
della mia fantasia incerta
il disegno di una mente malata
il bisogno di un medico che propina certezze
e offre il paradiso terrestre?
Sei l’insalata il sole e la ghiaia
delle nostre strepitanti strade
alla “Trattoria con giardino”