Il fiore celeste sbocciato sui cigli
tinge di grazia l’asfalto grigio di lutto
e dalla polvere stesa sui campi verdi
zampillano baci turchini
Non posso guidare senza posare gli occhi
sulla scorta di queste scintille di vita
minuscoli insetti che nascondono
il dono segreto dell’universo
Dalla strada sale un canto muto di pace
che sferza il rumore della battaglia
e la zavorra dei motori sfreccianti intaglia
di farfalle minuscole il tramonto in brace
Non c’è vecchiaia né morte
nel saggio sapere del ciuffo dei pini
che dalle nubi s’inchina
al nostro rapido passare
mentre sorridono le cicorie
nel perenne rinascere di primavera