DOMENICA DI PASQUA
Et resurrexit tertia die secundum Scripturas
E risuscitò il terzo giorno secondo le Scritture
And he rose again on the third day according to the Scriptures
Propter hoc lætatum est cor meumet exultavit lingua mea
insuper et caro mea requiescet in spe
Quoniam non derelinques animam meam in inferno
nec dabis sanctum tuum videre corruptionem
A causa di questo il mio cuore si rallegra e la mia lingua esulta
anche la mia carne riposerà nella speranza
Perché tu non lascerai l’anima mia nell’inferno
né permetterai che il tuo Santo veda la corruzione
Because of this my heart has been joyful and my tongue has exulted
moreover even my body will rest in hope
For you will not abandon my soul to Hell
nor will you allow your holy one to see corruption
(Salmo 15)
L’augurio di buona pasqua vola nel cielo
con le rondini smarrite dopo la notte di luna piena
la veglia sui morti delle guerre delle stragi dei dannati
internati confinati scomparsi imprigionati torturati
deportati dispersi malati profughi rifugiati condannati
vittime innocenti
la neve non lava la colpa né l’odio
l’issopo non basta il sepolcro resta vuoto
qualcuno ha rubato il signore
qualcuno ha bruciato l’uomo
i prati inaridiscono e l’erba si spegne
la terra scompare fra le auto e il cemento
il fiore di pesco fatica a colorarsi
la foglia giace striminzita sul letto del dolore
avvolta nel sudario della morte
nel cuore di pietra si rinnova la tragedia
che non fa più scandalo innalza muri e fa esplodere l’odio
dentro un giardino pubblico nelle sabbie del deserto
nella sala da ballo in un ospedale
nei tuguri senza niente nelle villette sole
nella metropolitana nei parchi e nelle stazioni
sulla promenade i barconi le navi o dentro un aereo
fatica la speranza a sperare tra le bombe
dopo lo svenimento della madre sui gradini del cielo
per miracolo il sole l’alba rianima
dai rifiuti risorge l’erba e il fiore sboccia
piccole stelle di luce tremolano in petto
squillano le campane e risuonano i canti
il sorriso tra le strette di mano
nella festa della colomba e dell’uovo
che si rompe sorpreso dalla vita nuova
un angelo una donna testimoni del miracolo
che riafferma la vita nel sudario ripiegato
nei teli posati nel pianto nel lutto
nelle armi silenti zappe a ribaltare la terra
nelle bombe fatte posacenere nei muri crollati
nelle condanne a morte finite per sempre
nell’abbraccio dei nemici
allora potremo dire ho visto il signore
dal diluvio è tornata la colomba dell’ulivo