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Poesie di ribes

SERVE ALZARSI

Serve alzarsi uscire
cercare funghi sull’alpe
lanciare mosche al torrente
viaggiare oltre il piano
di là del mare e muoversi
sulle orme di Marco Polo e Kino

mentre in Sudamerica bambini sul selciato
sono cartocci in balia di cani affamati
Petali volano ovunque sulle strade
strappati per gioco o per colore
per rabbia o presunzione

Al crocevia del duemila torna in nome di Dio
il sangue della guerra santa e della crociata
l’alcaloide della fede che stordisce
annienta le menti ed esalta i corpi
per il sacro romano o musulmano impero

Eppure in Sudafrica bianchi e neri bevono il tè
sotto la tenda dove insieme
dodici etnie sono speranza dell’Africa Nera
Anche la silenziosa Cina formiche in cantiere
e nei campi con lampade notturne
lezione miliardaria per noi che non sappiamo
governare i pochi che siamo gonfi di perbenismo
chiede l’inchino con la cautela del passo al piede
che non calza scarpe altrui
Passerà avanti e noi neanche vedremo
piegati sulle nostre bare colme di denari
e in solite beghe d’insetti
destinati a sparire nel vuoto buco

Medici lavandaie meccanici taxisti
uomini in tuta in cravatta o divisa
trafficanti d’immagini e anime
e noi tutti infedeli viandanti
spegniamo per favore la tivù
puntiamo l’ago della bussola
là dove raccogliere i fiori divelti
e coltivare il geranio dei prati

Serve alzarsi e uscire
ma occorre avere occhi per il celeste
della cicoria sparso di polvere sui cigli
e orecchie per il gemito della scavatrice