Guardo lungo una strada di polvere bianca
e sento vagare le voci fioche sotto la terra
nel messaggio che disperde un triste
addio
Il mio fratello sta camminando oltre i paesi vuoti
dove una volta abitava l’innocenza
oltre le mura di pietra e i ricordi distrutti dalle grida
dei bambini nel ghetto
I miei occhi e il mio cuore sono nati in questo orribile Novecento
la sua stranezza è un sudario di greve crepuscolo
il sole una preghiera per gli scomparsi nel vento
negli esperimenti dell’industria della morte
a rubare le scarpe rasare i capelli
e strappare i denti nel gelo disumano
Un numero tatuato sul braccio
marchiati come bestie
Quale colpa per meritare questo inferno?
Dov’è la promessa che riempì un tempo la terra?
Di Lance Henson poeta degli indiani d’America