Il giurì di Stoccolma ha dato il Nobel
al menestrello con chitarra e armonica
i grandi scrittori si strappano le vesti
combattono nel ring col vecchio pugile
tirano pugni al vento casta morente
noi piccoli poeti col salame
senza editor e microfoni
rinchiusi in camere asettiche
prigioni fredde e scure
case anonime e cantine di libri
ridiamo con lo sberleffo di Villon
o poesia illetterata in rima cantata
noi non siamo puri ma lerci intrisi
dell’acqua dei canali e del traffico
dei fumi disordinati sull’asfalto
in pozzanghere che riflettono
grattacieli di sogno ed erba malata
certi che le pietre rotolano e volano
che nessun muro ci fermerà
oh poesia sconfinata!