Il libri cullano o cambiano
dipende dal ventre della balena
quando riportano i morti alla vita
diventano vascelli di magia
quando ricamano tessuti d’oriente
si fanno fantasia e sogno
ci portano in viaggio
su litorali ignoti
evocano il mistero
l’incantesimo che dal reale evade
e sprigiona libertà
perché i libri sono libertà
non per forza verità
ma grazia d’ispirazione
per chi espia e chi dispera
per chi ama e vuole amare
per chi trema muore e soffoca
nei veleni dell’incoscienza umana
dei cannoni e delle trincee del cuore
nella torre di guardia abbandonata
qualcuno legge quello che saremo
e le parole restano incise come ferita
nè cesura nè censura o abiura
possono spegnere la fiamma che arde
tra le pagine degli eroi moribondi
falene intermittenti nell’arsura
del desiderio di altra vita
alla corte dei potenti
e dei miserabili all’inferno
della colpa che infrange le leggi
e trasmette linfa alla terra
al cerchio magico delle pietre
che si librano nel cielo dello sciamano
basta una penna per volare oltre l’esilio
c’è chi protesta e impreca nel mare in tempesta
chi lavora e produce chi prega e corre
incontro al destino e alla fortuna
nel camposanto dove le tombe e la cenere
recitano il requiem delle spade incrociate
delle membra stanche e malate
altri prendano il tuo vessillo
scrittura maledetta che piangi
il sangue di Antonio di Garcia e Pierpaolo
voci stonate arpioni nel ventre della balena