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Poesie di ribes

CALAMITÀ

Black friday
Frenesia tempestosa di nero vestita come la malinconia
in questo mio tempo senza paese né paesaggio
ma è meraviglia il profilo dei colli che scende a valle
bagnato da una lieve coltre di nebbia
e le cime hanno pennacchi di radi capelli
sulla strada che trasuda di asfalto battuto
da gomme nere e torrenti d’acqua impetuosa
calamità plumbea carica di lacrime
Come canne sbattute dal vento nel giorno dei morti
si spezzano i sogni tra le mani del ragazzo
che nulla può e troppo ormai sa
di noi e del nostro segreto agire
il mistero del benessere che fluttua
sulla piccola nave della criptoterra
ancora terremotata e senza dimora certa
nel fruscio dei secoli a venire

dove la valuta s’insinua nei fili invisibili
di relazioni rapide e precarie da cogliere
sugli scaffali dell’anima smarrita
nei corridoi di una memoria trasandata
a cui ci guida l’intreccio dei desideri
ai tornanti del flusso di immagini luccicanti
che ti sorprendono come a santa Lucia
mentre scruti vigile chi ti chiede l’elemosina

Una perenne festa di colori e cose
che ci piacerebbe avere o regalare
e nel fatidico giorno dello sconto impazza
chi intende rinnovare il rito del bacio
ma che il portafoglio vuoto a volte ci nega
come la rovina di un peso antico
un seme coltivato in provetta
l’acqua granda a cui non c’è rimedio

Miseria salvezza o morte?