Basta avere gli occhi di un bambino
per vedere gli angeli
che camminano tra noi
Li vedo nelle albe tristi
dei furgoni del mattino
Li vedo nei passi assonnati
dei bimbi che vanno a scuola
e si accartellano alla fermata
Li vedo di notte accendersi con le stelle
scendere dal cielo e farsi
piccole lucciole sulle vetrine
non a caso ma così per dire
che ai mercanti di anime
non è dato tutto lo spazio
e che tra dolore e gioia
non si tirano conti di cassa
ma flussi di vita e di luce
anche quando ci sono solo i resti
del silenzio e della pena
che vorrebbero creare e amare
Nella giungla del disamore
che cieco ci frustra e tortura
bisogna rintracciare
l’arcobaleno del cuore
e l’abbraccio
della sua potenza creativa
Basta vedere gli angeli
per avere gli occhi di un bambino