È tutto così indefinito tra la notte e il giorno
di quest’alba metropolitana
che l’infinito svapora nel caos
muore e rinasce nelle luci e ombre della città
Ma se l’infinito va scomparendo
che ne sarà di noi?
Resteranno solo le sbarre della prigione
dei letti d’ospedale dei cancelli delle fabbriche
e dei recinti che rinchiudono la nostra pena
solitudine mattutina
povera vita che si affida
agli affanni e affari del giorno
per spegnere l’ansia di infinito
e trafiggere il mistero della notte