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Poesie di ribes

CROCEVIA

Di nuovo la bufera si prepara al diverso
come notte di una lenta agonia
che sia marocchino o ebreo non importa
conta il colore dei soldi
e quello della pelle
conta solo il proprio nido
di poiana famelica a rumore
o in cattedra ogni volta
che la strada si fa crocevia
ogni volta che il silenzio del bosco
soffoca nell’incendio della memoria
e muore nell’indifferenza
quando l’informazione e l’umanità
si trasformano in miniera di utili
e la festa del villaggio si fa gelo e lutto

Non c’è più chi faccia legati di misericordia
ma solo tuffi nel mare inquinato dell’azzardo
tra rischi ruberie e sporchi investimenti
per coricarsi in guanciali di carta
e giacere nel tempio dell’oro
a tirare frecce velenose
immortali dei della modernità
e di una ipocrita scena 

Tornassero almeno Ulisse e Villon
per i vagabondi della terra e per Penelope
a fare testamento dell’inutile
e farci dono della fantasia e dell’arte
portando l’astuzia dei dannati
l’abbraccio dei diseredati