Non c’è notizia tanto triste
del vecchio scuro con la falce in mano
dalle pupille cave che s’accosta
a tagliare il fiore del dio silvano
nel giardino incantato della vita
che tu hai offerto come gratuito dono
senza mai contare del peso la misura
o per avere in cambio una moneta
tu Beatrice gentile e discreta
che insegnavi il calcolo e i numeri
ora dormi nel cielo che raggela
pallida come la luna delle tue notti
serena nelle foto dei tuoi volti
generosa nel ricordo che ci rivela
una vita spesa per tutti con amore
ma l’enigma di fragilità e rigore
non ti ha risparmiato e il futuro
adesso vive nei tuoi tanti doni
nell’offerta del tuo schietto sorriso
che di sicuro brilla con te in paradiso