Fermarsi un attimo nel giorno caotico
per leggere un salmo e pregare
è oasi che acquieta l’onda del mare
che ci trascina nel tumulto nevrotico
una bussola che indica la strada
lastricata di dolore e guerra
che lenisce le ferite della terra
e in alto punta la misura e la spada
nella lotta forgia l’anima inquieta
che impreca e cerca il dio remoto
maestro di pace sullo schermo vuoto
e zittisce il bla-bla il verso del poeta
canto comune che genera amicizia
riconcilia separati lontani e nemici
nella fiducia e nell’offerta di sacrifici
che richiedono un sole di giustizia
sentirsi nell’universo grande e piccino
con la parola del salmo che sale
reclama pace e bene e scaccia il male
dal cuore dell’uomo che si fa bambino
si abbandona alla sinfonia del creato
luce armoniosa o in chiaroscuro
anche da soli ci sentiamo al sicuro
nella moltitudine del coro beato
una catena ci lega al timone della morte
nella fatica diurna e nell’incubo della notte
ma l’angelo veglia e il salmo ci scuote
ci dona un bicchiere d’acqua forte
sabbia che un soffio di vento porta via
è la vita un dono grande e miracoloso
che sboccia nel giardino amoroso
nell’ingiustizia del male e della malattia
basta un salmo un canto ed una preghiera
un sorriso una stretta un abbraccio
aprire le porte non fare catenaccio
perché nessuna vita sia straniera
l’orfano e la vedova rivivono
e meno solo è il prigioniero
quando si apre il nostro maniero
e la lode innalziamo all’unisono
l’ombra della vanità svanisce
per scoprire verità grazia e gemme
nella metro ed a Gerusalemme
su tra le stelle la vita sparisce