S’accende in un cielo tetto nero
pallida la luce della luna
notte di novembre notte cimitero
Tenui filtrano i suoi raggi
attraverso fitti alberi selvaggi
ombre di civiltà imponenti
Come cedri del Libano i neri giganti
s’alzano ad abbracciare la luna riverberante
nell’intreccio di dita che fumano
E il cielo pare farsi più cupo
riflesso nell’asfalto di colla bruna
che aggruma e rende tutto muto
Tonda fra i neon posa la luna
confusa nelle ombre in agguato
coronata da magiche croci tivù
testimone ignara di nuove macchine
che tingono gli angoli di lampi blu
insegne colorate e lumicini a lacrime
Magnetico s’ode il fruscio
dei tralicci e del traffico notturno
sordo al sonno di anime in pena
Si spegne la luna sullo schermo
tra le nubi avvelenate e le sbarre
smarrita nella nostra sconfitta
che è difficile scrollarsi di dosso