ALMENNO S. SALVATORE, comune, parr. S. Salvatore.
[V]
755 luglio 20, Almenno. Diploma1.
Acto in curte2 Lemennis3
Astolfo, re, conferma alla basilica di S. Lorenzo in Bergamo e a Benedetto, viro presb., il privilegio, qui presentato, con il quale re Ariperto (II ?) concedeva alla stessa basilica casam uman tributariam in Calcinate con tutte le pertinenze ad essa spettanti.
Inoltre esenta i dipendenti della chiesa di Bergamo da una parte dei servizi pubblici.
[12]
806 gennaio 26, Bergamo. Carta di manifestazione.
S. + m. Benedicti de Lemene3 f b. m. Tuidoni
[30]
867 marzo, Bergamo. Permuta.
pecia de terra campiva in suprascripto vico Lemeno3 in l.u.d. Ad Anala5
Garibaldo, vescovo di Bergamo, per parte della basilica di S. Pietro, edificata nel fundo di Almenno (oggi chiesa di S. Pietro di Arzenate, c. Barzana)4, effettua una permuta con Pietro f.q. Auderati di Presionico (Bonate) dandogli un appezzamento di terreno campivo (211 tabulae) in vico Lemeno in l.u.d. Ad Anala5 , ricevendo in cambio due appezzamenti di terreno (tot. 223 tabulae) in fundo et vico Larno6 : 1° in l.u.d. Sosoneto ed il 2° in l.u.d. Runcco7 .
[XIII]
875 febbraio 26, Francoforte. Diploma.
in comi tatù Pergama et Lemin3 curtem in eodem comitato
Ludovico il Tedesco, re, su preghiera della propria nipote Ermengarda8 , le concede le curtes8 di Murgula e di Almenno nel comitatus di Bergamo, di Cortemaggiore nel piacentino ed in Aucia ed il monastero Nuovo a Pavia. Dopo la sua morte questi verranno lasciati a sua figlia.
[45]
886 luglio, Bergamo. Permuta.
S. ++ m. Audolfo de Sala9 , Ageverti de Lemennes3 vasai li eidem dommo episcopo
<rXII] (875 ?)10 . Diploma>
[XXIII]
892 maggio 1, Ravenna. Diploma11 .
cortem unam iuris nostri pubblici que dici tur Lemennis3 , in comitatù Bergomensi
Gli imperatori Guido e Lamberto, in seguito alla petizione a loro presentata dall’imperatrice Ageltrude, concedono e con fermano al margravio Corrado12 , alla sua consorte Ermengunda ed ai loro discendenti, la curtis di Almenno, con tutte le sue adiacenze e pertinenze in integrimi, posta nel comitatus di Bergamo, come già ad essi era stata concessa dall’imperatore Ludovico II10 ([XII] (875?)).
LOCALITÀ
| Ad Anala5 , locus, campivo, ip. loc. non id. sulla destra del Brembo; ad est: S. Romolo13 ; a sud: S. Romolo e S. Pietro4 . | [30] |
CATEGORIE
| cortem forestibus, piscariis |
[XXIII] |
| curtem | [XIII] |
| fundo | [30] |
| lucus, v. Ad Anala | [30] |
| Sancti Rantoli13 , (chiesa), ip., scomparsa | [30] |
| S. Romolo13 , (chiesa), ip., scomparsa | [30] |
| terra campiva, v. ad Anala | [30] |
| vico | [30] |
PROPRIETARI
| Corrado, margrario ed Ermengunda. | [XII], [XXIII] |
| Ermengarda. | [XIII] |
| Guido e Lamberto, imperatori. | [XXIII] |
| Ludovico il Tedesco, re. | [XIII] |
| Ludovico II, imperatore. | [XII] |
| Otone. | [30] |
| Pietro, f.q. Auderati/Presionico (Bonate). | [30] |
| S. Pietro4 , basilica/Barzana. | [30] |
| S. Romolo13 ip. (chiesa)/Almenno. | [30] |
RITROVAMENTI ARCHEOLOGICI
Loc. Castello: frammenti di rozza ceramica romana, (NAB 1880-81, p. 42). Loc. Ponte della Regina: ponte romano (TAB.IMP.ROM., foglio 32, p. 23).
1. Su questo diploma vedi il commento di C. Rota, Almenno, p. 24 ss. e v. nota 1 sotto CALCINATE.
2. La sede centrale della curtis regia, secondo l’opinione di C. Rota, Almenno, p. 6 ss., dove vi erano la chiesa plebana di S. Salvatore e la canonica nonché il castello, aveva i seguenti contini: “il vasto letto del Brembo a mattina, le fortificazioni della via militare a mezzodi, il fossato del Rio verso monte”; non risultano sufficientemente documentati, secondo l’opinione di questo autore, i confini occidentali. Oggi questa zona, chiamata Madonna del Castello, è un centro abitato che si trova a poco più di due chilometri ad est
dell’abitato di Almenno S. Salvatore. Vedi in proposito anche lo studio di E. Fornoni, L’antica corte di Lemine, parte I.
3. Per l’identificazione con Almenno, vedi A. Mazzi, Corografia. p. 12 ss., D 27, p. 175, nonché lo studio di E. Fornoni, L’antica, parte I. Il fundus Leniennis comprendeva, nei secoli Vili e IX, oltre al comune di Almenno S. Salvatore, sicuramente i territori degli attuali comuni di Almè, Barzana e Villa d’Almè ([30] 867). La documentazione dei secoli successivi conferma che la sua estensione era ancora maggiore e che includeva territori posti sia sulla destra (dove si trova la curtis regia) che sulla sinistra (dove vi sono la curtis
di Almè e la Villa de Lemene) del fiume Brembo. Durante il medioevo le due curtes, quella regia di Almenno (dal X secolo di proprietà vescovile) e quella ducale (poi comitale) di Almè, pur essendo ben distinte, anche per ciò che riguarda il loro patrimonio, avevano lo stesso nome. Non si conoscono documenti dell’VIII e del IX secolo che riferiscono, anche solo indirettamente, della curtis di Almè, la cui origine comunque, è fatta
risalire al VI secolo. Per quanto riguarda l’esatta estensione del fundo Leniennis e la storia della sua proprietà nel medioevo, si vedano: C. Rota, Almenno, pp. 7 ss. 19. 31. A. Mazzi, Nota bibliografica, p. 95 ss., B. Belotti, Storia, p. 262, J. Jarnut, Bergamo, pp. 27, 74 E. Fornoni, L’antica corte di Lemine. parte I.
4. Vedi sotto BARZANA.
5. Ad Anala, ip. loc. non id. sulla destra del fiume Brembo. Secondo un’ipotesi del prof. P. Manzoni di Almenno S. Salvatore (lettera. 1985). questo terreno dovrebbe trovarsi nei dintorni della Madonna del Castello, ad est di Almenno S. Salvatore, e più precisamente nei pressi del tempietto di S. Tomè e della chiesa di S. Giorgio, lungo il percorso della via militare romana che di lì passava (cfr. A. Mazzi, Le vie romane militari, p. 76). A questa localizzazione si è giunti sia perché tale zona è piana, in conformità quindi al campiva dell’867, sia perché Ad Anala è detto in vico Lemeno che corrisponde oggi proprio alla località Madonna del Castello dove si trovava il vicus romano prima, e poi la curtis regia e il qui detto vico lemeno. Non è escluso che Ad Anala possa trovarsi in un’altra località della sponda destra del Brembo, v. nota 3 sopra e BARZANA.
6. ip. loc. non id., probabilmente sulla sinistra del fiume Brembo. vedi sotto VILLA D’ALMÈ e ALMÈ.
7. Runcco, ip. loc., Ronco basso e alto, in comune di Villa d’Almè.
8. Figlia dell’imperatore Ludovico II; non si sa quando e come mai. le due curtes di Murgula e di Almenno passarono, poi, nelle mani dell’imperatore Carlo III il Grosso (881-887). Cfr. J. Jarnut, Bergamo, p. 37, B. Belotti, Storia. I, p. 220, E. Fornoni, Le vicinie, p. 298 s.
9. Frazione di Calolziocorte.
10. II diploma dell’Imperatore Ludovico II è perduto.
11. Vedi per questo diploma quanto sostiene C. Rota. Almenno. p. 35 s.
12. II possesso della curtis di Almenno resterà alla famiglia del marchese Corrado fino al 975, quando verrà donata alla chiesa di Bergamo. Cfr. J. Jarnut, Bergamo, pp. 38, 76, B. Belotti, Storia, I, p. 260.
13. Sancti Rumoli. (chiesa) ip., scomparsa, chiesa di S. Romolo in Almenno. Secondo l’opinione del Mazzi (Da Seriate, p. 40) la costruzione della chiesa di S. Romolo in Almenno è da attribuirsi a re Rachi o a suo fratello Astolfo, durante la loro dimora nella corte regia di Almenno. Tre sono le motivazioni principali espresse dall’autore per sostenere la sua tesi: 1) Rachi, prima di diventare re dei longobardi, era duca del Friuli ed i longobardi, prima di invadere l’Italia rimasero oltre 40 anni nella Pannonia. dove venne martirizzato S. Romolo. 2) Il culto di S. Romolo è remotissimo nel Friuli cosi come quello dei SS. Silvano, Venusto ed Ermogene. 3) Sia re Rachi che suo fratello Astolfo erano sicura mente cristiani, come è dimostrato del resto dalla donazioni di Rachi del 747. [IV], al prete izato Liminio e da una conferma di Astolfo del 755, [V], alla chiesa di S. Lorenzo. È quindi logico dedurre che proprio in Almenno, dove soggiornano i due re, si sviluppasse maggiormente il culto di S. Romolo, più che altrove e la presenza della chiesa ad esso dedicata ne sarebbe una conferma. Non è esclusa la possibilità che la chiesa potesse trovarsi sulla sponda sinistra del Brembo.
Della chiesa di S. Romolo, scomparsa, non si hanno più altre citazioni o testimonianze dall’867 fino ad oggi.